IL CASTELLO DI PONTE
Nell'Archivio Arcivescovile di Benevento è conservato un diploma del longobardo Pandolfo, principe di Benevento dal 961 al 991, in cui è nominato per la prima volta il comune di Ponte e che consente di datare anche la fondazione del suo castello, posteriore all'Abbazia di Santa Anastasia (VIII secolo). Fu proprio dall'Abbazia che l'originaria comunità pontese cominciò ad allontanarsi per cercare un luogo più sicuro, protetto da incursioni e saccheggi, subiti dall'insediamento benedettino, costruito vicino ad una grande via di comunicazione. Dal nuovo luogo collinare, i pontesi continuavano a sorvegliare la bella Abbazia. Il nuovo centro abitato fu difeso da mura e forse da torri; alcuni ambienti delle strutture medievali sono oggi inclusi in parte in case di privati ed in parte nella Chiesa del SS. Rosario. Durante la dominazione normanna il castello di Ponte appartenne a Baldovino, vassallo di Rainulfo, cognato di Ruggiero il Normanno. Quando Rainulfo e Ruggiero si contesero l'assegnazione del ducato di Puglia, Ruggiero conquistò il Castello nel 1134. La cronaca dell'assedio e della conquista del castello è minuziosamente descritta dall'abate Alessandro da Telese nell'opera "De rebus gestis Rogerii Siciliae regis". Con altri possedimenti il Castello passò poi a Carlo d'Angiò, che lo donò alla famiglia Frangipane. Con tutto il paese il Castello soffrì le gravi calamità che colpirono il territorio di Ponte nella prima metà del XIV secolo: la carestia, una epidemia di peste e un terremoto. Parti del centro storico fortificato furono così irrimediabilmente perse. Le torri superstiti, di forma cilindrica, poste agli angoli del fortilizio a base approssimativamente quadrata, sembrano rimandare alle architetture castellari del XII secolo e sarebbero un rifacimento dell'originaria fortificazione del X secolo.