
Sono pervenuti quesiti da parte di alcuni Settori Forestali riguardanti i potenziali Beneficiari dell’azione e) della Misura 226 “Sistemazione idraulico-forestale di aree forestali o boscate a rischio di instabilità idrogeologica (movimenti franosi superficiali) e/o erosione, sia di versante sia canalizzata, compresi fenomeni in stadio iniziale” relativamente al requisito indispensabile della dotazione del Piano di assestamento forestale da parte dei Comuni e della possibilità di presentare istanza di aiuto da parte delle Comunità Montane e delle Province, ugualmente beneficiari della medesima azione, previo requisito del legittimo possesso delle aree oggetto di intervento, per operazioni a carattere comprensoriale che riguardano territori di più Comuni non dotati di PAF .
Al riguardo si forniscono opportuni chiarimenti.
Gli interventi ammessi dall’azione e) hanno finalità di prevenzione e protezione delle aree a rischio di instabilità idrogeologica e/o di erosione e prevedono operazioni che possono essere realizzate non direttamente in aree boscate o forestali demaniali, ma riguardare lavori di sistemazione idraulico-forestale in bacini imbriferi collegati, ovvero che includono il demanio forestale e la cui sistemazione inciderà positivamente sulla salvaguardia del territorio comprendente il medesimo demanio forestale.
In tali casi sono ammissibili le istanze sia di Comunità Montane e Province che dei Comuni che riguardino interventi di sistemazione idraulica esterni al demanio forestale in territori di Comuni non dotati di PAF.
Il PAF è viceversa indispensabile per tutte le opere di sistemazione che ricadono nelle particelle del demanio forestale comunale.
L’Autorità di Gestione - Dott. Giuseppe Allocca
La Responsabile dell’Asse 2 - Dott.ssa Daniela Carella
La Referente della Misura 226 - Dott.ssa Flora D’Aprano
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